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01/08/2012
Davide Puma, da Venezia arriva anche a Cortona
La Galleria d’arte Triphè di Maria Laura Perilli esporrà fino a fine settembre le opere del giovane artista che in poco tempo è riuscito ad affermarsi alla Biennale d’arte più famosa del mondo

CORTONA - Inizierà il 6 agosto prossimo la mostra d'arte dedicata al giovane artista Davide Puma e sarà in scena fino alla fine del mese di settembre. Sarà l' "Anima Mundi", la Galleria d'arte Triphè, ex chiesa di San Carlo Borromeo, ad ospitare il pittore e l'esposizione sarà curata dal Maria Laura Perilli.
Davide scopre la passione per la pittura solo nel 2003, quasi per gioco, quando comincia a collaborare nell'atelier del fratello Corrado Puma. Decide di entrare all'accademia Balbo di Bordighera seguito dal maestro Enzo Consiglio. Prenderà spunto per la sua arte dai personaggi del Novecento e riesce a trovare la sua strada personale con la creazione di una pittura netta, potente, che conquista ed avvolge lo spettatore.
«Egli è artista e uomo generoso - dice di lui il maestro Consiglio - con una impetuosa necessità di donare le proprie emozioni. Il fruitore viene colpito da queste qualità e subito diviene emozionalmente il suo diretto interlocutore».
Nonostante la sua giovinezza è riuscito già ad esporre i propri lavori alla mostra più ambita per ogni artista, la Biennale di Venezia ed ora sarà protagonista nella città etrusca.
«Solitudine e silenzio, in simbiosi, sono le dimensioni che sottolineano e definiscono la spazialità voluta da Puma - scrive su di lui la curatrice della Galleria, Maria Laura Perilli -. L'artista rifugge nel lavoro qualsiasi atteggiamento descrittivo; le sue figure sono capaci di stimolare l'introspezione psicologica, la ricerca dello stato d'animo o di una problematica che deve essere riportata alla superficie proprio da colui che guarda. Gli sguardi dei personaggi, ora fissi nel vuoto, ora ombrosi e diretti, rappresentano la chiamata ad un gioco interpretativo; l'osservatore ricerca in essi qualcosa di sé, coinvolto così, in una vera e propria operazione di autoanalisi. Il dialogo che si apre è talmente intenso da determinare una osmosi psicologica e carnale. La plasticità dei corpi, inquadrata sulla colorata modularità di fondo, diviene emblema e testimonianza dell'odierno scontro tra la grandezza della sensibilità e quella della razionalità».

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