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01/12/2011
È in arrivo il “Mercato a chilometro zero”
La zona tra piazza del Popolo e piazza Fracassini scelta per ospitare uno spazio dedicato alla stagionalità e a una cultura slow che esalti il gusto e la qualità dei prodotti italiani

ORVIETO – Nell’ambito dei festeggiamenti per il Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, sabato 3 dicembre, lo spazio tra piazza del Popolo e piazza Fracassini – ex mercato coperto – sarà ufficialmente denominato “Largo Giuseppe Mazzini”. E da giovedì 8 dicembre, la zona diverrà sede del nuovo “Mercato a chilometro zero”. La novità è stata presentata in questi giorni a palazzo del municipio in una conferenza stampa indetta dal  sindaco Antonio Concina. 
Ha partecipato l'assessore al Commercio Marco Marino, il presidente provinciale di Coldiretti Massimo Manni, il presidente del Consiglio comunale Marco Frizza. È stata presentata come un’iniziativa utile per una città che versa in uno stato di forti difficoltà finanziarie. Realizzata in economia e senza costi per il comune umbro, giova alla popolazione e all’immagine  della città della Rupe.
La proposta di Coldiretti è stata accolta con grande entusiasmo. Orvieto è uno fra i pochi centri italiani a disporre di un mercato come questo.
Il mercato a chilometro zero mette al primo posto il concetto di stagionalità. Oggi nei supermercati è possibile reperire praticamente tutto, in ogni periodo dell’anno. Ma spesso i prodotti in vendita sono fuori stagione. Si vuole reimpostare una cultura che esalti il gusto, soprattutto in una città slow come Orvieto. Gli orvietani  auspicano azioni collaterali: ristoratori che inseriscano nei menù cibi di stagione acquistati in suddetto mercato e altre iniziative simili.
Durante l’incontro con la stampa, il presidente provinciale di Coldiretti, Massimo Manni, ha ringraziato l’Amministrazione comunale per la collaborazione. Ha poi spiegato che si vuole dar vita ad una filiera assolutamente italiana, per offrire ai consumatori una maggiore consapevolezza sul cibo, garanzie di qualità e opportunità alle imprese locali. Con i prodotti del territorio, le aziende possono godere di un ritorno economico importante. In effetti grazie alla vendita diretta si riesce a far arrivare al produttore qualche centesimo in più. E non gravano sul prodotto costi di trasporto, refrigerazione e pubblicità.
L’obiettivo è  di arrivare al cento per cento di prodotti italiani, mentre ora solo uno su tre è made in Italy. La partecipazione riguarda aziende orvietane e della provincia produttrici di olio, vino, ortaggi, insaccati  e quant’altro, che potranno partecipare dopo aver sottoscritto un Disciplinare.

Chiara Gabrielli

 

 

foto: Gianluca Biancalana

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